[Alt key + 1] Vai direttamente ai contenuti
[Alt key + 2] Vai direttamente al menu principale
[Alt key + 3] Vai direttamente al menu di secondo livello
la Scuola Ricerca Persone Servizi Eventi
home
>
didattica
>
insegnamenti 2010-2011
>
architettura
>
metodologia del progetto

Metodologia del progetto

Obiettivi formativi

Il corso prevede la partecipazione attiva degli studenti, mediante esercitazioni, discussioni critiche, attività di ricerca e approfondimento individuali e collettive. L’impegno in queste attività è molto importante, e in particolare la capacità di prendere parte al dibattito difendendo con argomenti razionali le varie posizioni – soprattutto quelle a cui non si crede – sarà caldeggiata e ottimamente valutata.

Al termine del corso, ma prima dell’esame finale, gli studenti saranno chiamati a produrre una relazione personale, contenente le proprie considerazioni sui temi affrontati nelle lezioni. Questa relazione non presuppone ancora che si siano studiati i testi, ma solo che si sia seguito con attenzione e partecipazione il corso, e che se ne sia tratto qualcosa.


Programma

Il corso verte sulla dialettica fra libertà e obblighi morali. L’architetto è una figura molto importante nel determinare gli scenari futuri che una comunità – e singolarmente tutti gli individui che vi appartengono – si troveranno ad affrontare. Ciò richiede di ampliare la sfera di complessità attraverso cui osservare le decisioni e le azioni dell’architetto: non soltanto colei o colui che analizza i processi attuali, immagina lo spazio, ispeziona i processi possibili, disegna, realizza, cambia il mondo; ma anche colei o colui che compie scelte politiche e morali, si trova di fronte a dilemmi morali in cui pesano differenti ragioni, procede argomentativamente per sciogliere i dubbi, interviene su piani e assetti che hanno ricadute etiche e politiche fondamentali.

Il corso, quindi, verte sulla dimensione morale e politica delle scelte progettuali. Attraverso il testo di Feinberg, verranno fornite le basi teoriche delle principali correnti e dei principali stili di pensiero in filosofia politica, a partire dal principio del danno che rappresenta il caposaldo del pensiero liberale. Il testo di Sandel mette in azione tali presupposti, dispiegando un insieme ricchissimo di dilemmi morali e di questioni moralmente problematiche in cui il tema centrale è quello della giustizia.

Naturalmente il discorso si sgancerà spesso dalla prospettiva del progettista, e prenderà toni più generali e fondamentali. Verrà preso in esame il ruolo che lo Stato dovrebbe assumere nel dirimere i conflitti, o nel distribuire risorse scarse, o nel decidere se rispettare l’autodeterminazione dei singoli anziché promuovere paternalisticamente il loro bene, o nel dislocare infrastrutturazioni inquinanti o in ogni caso “ingombranti”.

Le domande più specificamente riguardanti il progetto saranno di questo tipo: lo Stato ha il diritto di calpestare un eventuale parere negativo delle comunità locali e di stabilire che un’infrastrutturazione debba gravare su un certo territorio? O il diritto più forte è quello degli abitanti? Cosa accade se tutti i territori esprimono una posizione di tipo Nimby (Not In My BackYard)? Se un quartiere non desidera per sé ciò che una città desidera per quel quartiere, chi dovrebbe avere l’ultima parola? Se un’area di margine sopravvive nonostante sia circondata dalla città ma è ormai minacciata dal costruito, la si dovrebbe tutelare o no? E in che modo? Cosa ne è dello spazio pubblico; per chi dovrebbe essere progettato lo spazio pubblico; chi dovrebbe decidere la quantità, la qualità spaziale, l’articolazione, la distribuzione, e le altre caratteristiche dello spazio pubblico di una città e di un territorio? E così via.

Cosa dicono, a riguardo di questi e di altri problemi, le teorie della giustizia? Verranno prese in esame le risposte (o meglio: le modalità di ragionamento) offerte da utilitarismo, liberalismo, liberismo, comunitarismo. Si cercherà di capire in che modo la filosofia politica faccia i conti con la questione ambientale e con il diritto delle generazioni future di vedersi consegnare un mondo non peggiore di quello che abbiamo ricevuto. Grazie al testo di Pontara, il tema dei nostri obblighi verso le generazioni future sarà uno dei temi centrali del corso. Un architetto progetta anche per chi non c’è ancora. La questione dei cambiamenti che incidono su ambiente e paesaggio è immediatamente legata a quella della nostra correttezza morale nei confronti delle generazioni future.

Il corso cercherà dunque di rendere chiaro che i conflitti sono sia inevitabili che risolubili in modi quasi sempre contestabili (seppure non arbitrari) e apparentemente ingiusti e squilibrati (secondo qualcuno). L’argomentazione razionale sarà protagonista del corso, sia in veste teorica che come strumento adoperato durante le discussioni. Gli studenti saranno chiamati a riflettere criticamente, ad assumere punti di vista diversi e a saper difendere le posizioni dei vari attori coinvolti nei tanti casi affrontati.

Con una serie di lezioni sul tema generale della libertà, ispezionato da numerose direzioni e mediante pareri diversificati, cercheremo di rispondere alla domanda “Quanto siamo liberi? E quanto dovremmo essere liberi?” – mai però in forma troppo astratta, e al contrario il più possibile concentrandoci su situazioni determinate.


Criteri di valutazione

Natura dell’esame scritto

L’esame consiste nelle risposte fornite per iscritto a un numero limitato di domande aperte: si tratterà generalmente di una domanda ogni 0.7/1 CFU.

Il tempo a disposizione per l’esame è commisurato al numero delle domande (quindi al valore in CFU dell’esame): il rapporto è di circa 30-40 minuti per domanda.

Ad ogni domanda lo studente dovrà rispondere separatamente, in modo ampio e discorsivo, alla maniera di un tema sollecitato da una traccia. La risposta dovrà innanzitutto essere pertinente, cioè focalizzata con lucidità sull’argomento della domanda: risposte che contengono informazioni veritiere e corrette, ma che non c’entrano con la domanda, saranno valutate negativamente.

Le risposte non dovranno essere lapidarie o insufficientemente sviluppate: se uno studente ha studiato, non avrà difficoltà ad utilizzare i contenuti che conosce organizzandoli al servizio del particolare argomento che deve trattare. Però una risposta lunga ma vaga, o lunga ma irrilevante, sarà giudicata negativamente quanto una risposta breve e superficiale.

Lo studente deve dimostrare di saper utilizzare, manipolare, montare e smontare le nozioni che ha studiato. Quindi, innanzitutto, deve saperle organizzare non in un discorso qualsiasi, bensì in un discorso ben fatto costruito in funzione di una specifica domanda. Inoltre, occorre saper disporre i contenuti studiati all’interno di ragionamenti convincenti, di argomentazioni razionali a sostegno di quella e di quell’altra posizione o teoria. Questa abilità – questa familiarità con le nozioni e questa capacità di usarle – è fondamentale per passare l’esame con un voto alto.

Si sconsiglia vivamente una preparazione mnemonica. Rispondere a una domanda cercando di ricostruire con la memoria la successione dei concetti così come si presenta nelle pagine del testo d’esame – anziché creando un nuovo testo adeguato allo scopo, personale, argomentato, strutturato in funzione della domanda – sarà valutato negativamente. Ancor più negativa sarà la valutazione di risposte lunghe ma inconcludenti, in cui ci si arrabatti a riempire spazio cartaceo dando voce a ciò che il senso comune suggerisce.
È una perdita di tempo presentarsi senza aver studiato a sufficienza e tentare di passare l’esame con risposte ispirate solo dal buon senso o dalla cultura generale, peggio se si cerca di nasconderlo usando a bella posta parole difficili, o parole e frasi che possono voler dire tutto e niente, o in genere una prosa retorica ed inutilmente complicata. La chiarezza di pensiero sarà molto apprezzata. L’obiettivo è dimostrare di aver studiato abbastanza: ma di aver studiato con intelligenza.

Verranno valutate come ottime quelle risposte che affrontino in maniera puntuale e integerrima la domanda, e che mostrino una capacità sorvegliata di spaziare su argomenti confinanti, di cogliere differenze e similarità, di difendere e attaccare una posizione, di spalancare problemi e far intravedere soluzioni. D’altra parte è proprio al possesso di una simile capacità che mira il corso, in cui saranno fondamentali le discussioni critiche, gli interventi a favore e contro punti di vista diversi, i dibattiti e i confronti, le esercitazioni e le ricerche di approfondimento.

Allo studente si consiglia di suddividere algebricamente il tempo a disposizione per il numero delle domande, in modo da dedicare a ciascuna una uguale quantità di tempo. Una domanda consegnata in bianco vale 0/30, e il voto finale derivante dalla prova equivale alla media dei voti per ciascuna domanda – quindi uno studente che sia chiamato a rispondere a 4 domande e ne consegni 2 con risposte superbe, valutate 30/30, e 2 in bianco, prenderà un voto complessivo di 15/30.

Chi copia o ricorre al suggerimento di compagni sarà respinto d’ufficio: si ritiene che l’Università non sia un luogo dove debbano essere tollerati atti di slealtà e inganno intellettuale.

Allo studente si consiglia anche di non perdere tempo a ricopiare le proprie risposte o peggio le tracce, purché il tutto sia leggibile. La capacità di esprimersi in un italiano grammaticalmente corretto, lessicalmente ricco e adeguato, terminologicamente preciso e non ostile alle leggi della logica umana sarà ovviamente premiata (e la sua assenza penalizzata).


Modalità d'esame

Valutazione finale

  • 30% esercitazioni e attività in classe, contributo alla discussione durante il corso, capacità di utilizzare i contenuti del corso in nuovi ragionamenti e nel ragionamento condotto sul progetto del blocco
  • 10% relazione scritta
  • 60% esame scritto finale

Esame scritto

  • esame a domande aperte
  • verte sui temi trattati a lezione e sulla bibliografia primaria

Bibliografia

Bibliografia primaria

(testi molto importanti per il corso: testi su cui, assieme agli appunti delle lezioni, verteranno le domande d’esame)

  1. Giuliano Pontara, 1995, Etica e Generazioni Future, Roma-Bari, Laterza.
  2. Michael Sandel, 2009, Giustizia, Milano, Feltrinelli, 2010.
  3. Joel Feinberg, 1973, Filosofia Sociale, Milano, Il Saggiatore, 1996.

Bibliografia secondaria

(testi di approfondimento)

Fabio Bacchini, 2001, Il Diritto di Non Esistere, Milano, McGraw-Hill
Fabio Bacchini, 2006, Persone Potenziali e Libertà, Milano, Baldini Castoldi Dalai
Brian Barry, 1989, Teorie della Giustizia, Milano, Il Saggiatore, 1996
Robert Bruegmann, 1993, “Infrastructure Reconstructed”, Design Quarterly, No. 158, pp. 7-13
Arthur Danto, 1981, La Trasfigurazione del Banale, Roma-Bari, Laterza, 2008
Gerald Dworkin, 1988, The Theory and Practice of Autonomy, Cambridge, Cambridge University Press
Ronald Dworkin, 2000, Virtù Sovrana, Milano, Feltrinelli, 2002
Umberto Eco, 1983, “Postille a «Il Nome della Rosa»”, appendice a Il Nome della Rosa, Milano, Bompiani, 1980, pp. 507-533
Jon Elster, 1979, Ulisse e le Sirene, Bologna, Il Mulino, 1983
Jon Elster, 1989, Come Si Studia la Società. Una “Cassetta degli Attrezzi” per le Scienze Sociali, Bologna, Il Mulino, 1993
Joel Feinberg, 1984, Harm to Others. The Moral Limits of the Criminal Law, Volume One, New York, Oxford University Press
Joel Feinberg, 1985, Offense to Others. The Moral Limits of the Criminal Law, Volume Two, New York, Oxford University Press
Joel Feinberg, 1986, Harm to Self. The Moral Limits of the Criminal Law, Volume Three, New York, Oxford University Press
Joel Feinberg, 1990, Harmless Wrongdoing. The Moral Limits of the Criminal Law, Volume Four, New York, Oxford University Press
Eli Feinerman, Israel Finkelshtain, Iddo Kan, 2004, “On a Political Solution to the NIMBY Conflict”, The American Economic Review, Vol. 94, No. 1, pp. 369-381
Alessandro Ferrara (a cura di), 1992, Comunitarismo e Liberalismo, Roma, Editori Riuniti
Philippa Foot, 1978, Virtues and Vices, Berkeley, University of California Press
David Gauthier, 1986, Morals by Agreement, Oxford, Clarendon
Peter A. Groothuis and Gail Miller, 1994, “Locating Hazardous Waste Facilities: The Influence of NIMBY Beliefs”, American Journal of Economics and Sociology, Vol. 53, No. 3, pp. 335-346
David Harvey, 1990, La Crisi della Modernità, Milano, Il Saggiatore, 1993
Emiliano Ilardi, 2005, Il Senso della Posizione, Roma, Meltemi
Fredric Jameson, 1991, Postmodernismo, ovvero la Logica Culturale del Tardo Capitalismo, Roma, Fazi, 2007
Will Kymlicka, 1990, Introduzione alla Filosofia Politica Contemporanea, Milano, Feltrinelli, 1996
Will Kymlicka, 1995, La Cittadinanza Multiculturale, Bologna, Il Mulino, 1999
Alsdair Macintyre, 1981, Dopo la Virtù, Milano, Feltrinelli, 1988
Alasdair MacIntyre, 1984, “Il patriottismo è una virtù?”, in Alessandro Ferrara (a cura di), 1992, Comunitarismo e Liberalismo, Roma, Editori Riuniti
Sebastiano Maffettone, 2006, La Pensabilità del Mondo, Milano, Il Saggiatore
Eileen Maura McGurty, 1997, “From NIMBY to Civil Rights: The Origins of the Environmental Justice Movement”, Environmental History, Vol. 2, No. 3, pp. 301-323
Lawrence M. Mead (a cura di), 1997, The New Paternalism: Supervisory Approaches to Poverty, Washington, Brookings Institution Press
Alfred M. Mele, 1995, Autonomous Agents: From Self-Control to Autonomy, Oxford, Oxford University Press
Alfred M. Mele, 2003, Motivation and Agency, Oxford, Oxford University Press
Robert Nozick, 1974, Anarchia Stato Utopia, Milano, Il Saggiatore, 2000
Derek Parfit, 1984, Ragioni e Persone, Milano, Il Saggiatore, 1989
John Rawls, 1971, Una Teoria della Giustizia, Milano, Feltrinelli, 1982
John Rawls, 1999, Il Diritto dei Popoli, Milano, Comunità, 2001
Michael Sandel, 1982, Il Liberalismo e i Limiti della Giustizia, Milano, Feltrinelli, 1994
Rolf Sartorius (a cura di), 1983, Paternalism, Minneapolis, University of Minnesota Press
Thomas C. Schelling, 1960, La Strategia del Conflitto, Milano, Bruno Mondadori, 2006
Thomas C. Schelling, 1978, Micromotivazioni della Vita Quotidiana, Milano, Bompiani, 2008
James Stacey Taylor (a cura di), 2005, Personal Autonomy: New Essays on Personal Autonomy and its Role in Contemporary Moral Philosophy, Cambridge, Cambridge University Press
Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein, 2008, Nudge, Milano, Feltrinelli, 2009
Edward Walsh, Rex Warland, D. Clayton Smith, 1993, “Backyards, NIMBYs, and Incinerator Sitings: Implications for Social Movement Theory”, Social Problems, Vol. 40, No. 1, Special Issue on Environmental Justice (Feb., 1993), pp. 25-38
Michael Walzer, 1983, Sfere di Giustizia, Milano, Feltrinelli, 1987
Michael Walzer, 2007, Pensare Politicamente, Roma-Bari, Laterza, 2009

Sull’argomentazione

Austin, John Langshaw, 1962, Come Fare Cose con le Parole, Genova, Marietti, 1987.
Bacchini, Fabio, 2003, Il Diritto di Non Esistere, Milano, McGraw-Hill.
Bacchini, Fabio, 2006, Persone Potenziali e Libertà, Milano, Baldini Castoldi Dalai.
Bertuccelli Papi, Marcella, 1993, Che Cos’è la Pragmatica, Milano, Bompiani.
Cattani, Adelino, 2001, Botta e Risposta, Bologna, Il Mulino.
Cosenza, Giovanna, 2002, La Pragmatica di Paul Grice, Milano, Bompiani.
Davidson, Donald, 2001, Soggettivo Intersoggettivo Oggettivo, Milano, Cortina, 2003.
Ducrot, Oswald, 1972, Dire et Ne Pas Dire, Paris, Hermann.
Ducrot, Oswald, 1980, Les Echelles Argumentatives, Paris, Minuit.
Eco, Umberto, 1975, Trattato di Semiotica Generale, Milano, Bompiani.
Feyrabend, Paul, 1975, Contro il Metodo, Milano, Feltrinelli, 1979.
Gillies, Donald e Giorello, Giulio, 1995, La Filosofia della Scienza nel XX Secolo, Milano, Bompiani.
Girotto, Massimo, 1994, Il Ragionamento, Bologna, Il Mulino.
Grice, Paul, 1989, Logica e Conversazione, Bologna, Il Mulino, 1993.
Groupe µ, 1970, Retorica Generale, Milano, Bompiani, 1976.
Iacona, Andrea, 2005, L’Argomentazione, Torino, Einaudi.
Johnson-Laird, Philip N., 1983, Modelli Mentali, Bologna, Il Mulino, 1988.
Johnson-Laird, Philip N., 1993, Deduzione Induzione Creatività, Bologna, Il Mulino, 1994.
Lakoff, George e Johnson, Mark, 1980, Metafora e Vita Quotidiana, Milano, Bompiani, 1998.
Lakoff, Robin, 1973, “La Logica della Cortesia; Ovvero, Bada a Come Parli”, in Marina Sbisà (a cura di), Gli Atti Linguistici, Milano, Feltrinelli, 1978.
Lemmon, Edward J., 1965, Elementi di Logica, Roma-Bari, Laterza, 1986.
Mangione, Corrado e Bozzi, Silvio, 1993, Storia della Logica, Milano, Garzanti.
Mortara Garavelli, Bice, Manuale di Retorica, Milano, Bompiani, 1989.
Nisbett, Richard e Ross, Lee, 1980, L’Inferenza Umana. Strategie e Lacune del Giudizio Sociale, Bologna, Il Mulino, 1989.
Perelman, Chaïm e Olbrechts-Tyteca, Lucie, 1958, Trattato dell’Argomentazione. La Nuova Retorica, Torino, Einaudi, 1966.
Perelman, Chaïm, 2005, Teoria e Pratica dell’Argomentazione, saggi raccolti da G. Furnari Luvarà, Soveria Mannelli, Rubbettino.
Piattelli Palmarini, Massimo, 1996, L’Arte di Persuadere, Milano, Mondadori.
Popper, Karl R., 1934, Logica della Scoperta Scientifica, Torino, Einaudi, 1970.
Rumiati, Rino, 1990, Giudizio e Decisione, Bologna, Il Mulino.
Sbisà, Marina, 1978, (a cura di) Gli Atti Linguistici, Milano, Feltrinelli.
Searle, John, 1969, Atti Linguistici, Torino, Boringhieri, 1976.
Searle, John, 1992, La Riscoperta della Mente, Torino, Boringhieri, 1994.
Tagliagambe, Silvano, 1991, L’Epistemologia Contemporanea, Roma, Editori Riuniti.
Walton, Douglas, 1992, The Place of Emotion in Argument, University Park (Pa), Penn State Press.
Walton, Douglas, 1995, A Pragmatic Theory of Fallacy, Tuscaloosa, University of Alabama Press.
Walton, Douglas, 1996, Fallacies Arising from Ambiguity, Dordrecht, Kluwer Academic Publisher.
Walton, Douglas, 1997, Appeal to Expert Opinion: Arguments from Authority, University Park (Pa), Penn State Press.


Aumenta le dimensioni del font
Diminuisci le dimensioni del font
Stampa la pagina
Salva la pagina in formato PDF
 
 
Metodologia del progetto

5° anno | 5.5 CFU

 
Coorte:
2006-2007
Anno accademico:
2010-2011
Bimestre:
1, 2
Erogazione:
in presenza/face to face
Frequenza:
obbligatoria/compulsory
 

 

TAF:
C - Attività affini
Ambito:
C-SUGES
SSD:
M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza
Ore lezione ed esercitazione:
52
Totale ore aula:
52
Totale ore studio individuale:
86
Lingua:
Italiano/Italian