Lithic Reef: l’architettura lapidea si fa organismo vivo per la biodiversità urbana

Lithic Reef: l’architettura lapidea si fa organismo vivo per la biodiversità urbana

Nato dalla collaborazione scientifica tra l’Università degli Studi di Sassari e il Politecnico di Bari, il progetto unisce design computazionale, manifattura additiva con scarti lapidei e transizione ecologica. Sarà presentato a Marmomac 2026 nell’ambito di “Marmomac Meets Academies”, a cura del Prof. Giuseppe Fallacara.

Verona / Sassari / Bari – In occasione della fiera internazionale Marmomac 2026, il più importante appuntamento mondiale dedicato al comparto lapideo, viene presentato in anteprima Lithic Reef (Sistema modulare litico per l’integrazione biotica dello spazio urbano). L'installazione sarà esposta all’interno del prestigioso padiglione culturale e accademico “Marmomac Meets Academies”, curato dal Prof. Giuseppe Fallacara.

Frutto della collaborazione scientifica e progettuale tra l’Università degli Studi di Sassari e il Politecnico di Bari, con il coordinamento e la responsabilità scientifica della Prof.ssa Katia Gasparini, Lithic Reef ridefinisce il confine tra materia minerale e paesaggio biologico, proponendo un’inedita visione in cui la pietra naturale cessa di essere un elemento inerte per trasformarsi in un organismo architettonico vivo, poroso e accogliente.

Dalla biomimetica marina al design computazionale

Il concept trae ispirazione dalla complessa morfologia dei coralli labirintici (Meandrites), caratterizzati da solchi profondi e sinuosi. Attraverso un algoritmo di crescita differenziale, il team di progettisti ha tradotto queste geometrie naturali in una texture litica tridimensionale basata su un modulo fondamentale esagonale.

L'alternanza organica tra pieni e vuoti genera superfici mai identiche, dove il rigore matematico dialoga costantemente con l'imprevedibilità delle forme biologiche. Nella porzione sommitale della struttura, la materia si rarefà progressivamente trasformando la pietra in un filtro schermante e luminoso, capace di proiettare a terra ombre cangianti che mutano con il corso della luce solare.

Circolarità della materia: fresatura CNC e stampa 3D a polveri

Uno dei tratti più innovativi del progetto risiede nell'integrazione di processi di fabbricazione ibridi e sostenibili, sviluppati con il supporto del partner tecnico FabLab Olbia:

  • Lavorazione sottrattiva: fresatura CNC di precisione su blocchi di pietra naturale;
  • Manifattura additiva (Stampa 3D): realizzazione di componenti mediante miscele a base di polveri lapidee derivate proprio dagli scarti e dai residui della fresatura primaria.

Questo processo di deposizione materica a ciclo chiuso conferisce alle superfici una micro-rugosità e una porosità calibrate, studiate per replicare la funzione ecologica degli anfratti corallini e favorire l'attecchimento spontaneo e controllato di muschi, licheni e micro-organismi vegetali.

Dall’installazione all’infrastruttura verde

Grazie alla sua natura aperta, modulare e parametrica, Lithic Reef è concepito per scalare dall'elemento di arredo scultoreo fino a canopie, coperture e vere e proprie infrastrutture per la rigenerazione urbana. Il sistema offre una risposta tangibile alle sfide climatiche contemporanee, riducendo l'impatto ambientale, mitigando le isole di calore e promuovendo la biodiversità direttamente nel cuore dello spazio costruito.

Scheda informativa e crediti di progetto

Titolo del progetto
LITHIC REEF -  Sistema modulare litico per l'integrazione biotica dello spazio urbano

Manifestazione
Marmomac 2026, Veronafiere | Mostra "Marmomac Meets Academies"

Responsabile Scientifico e Coordinamento progetto
Prof.ssa Katia Gasparini (Università degli Studi di Sassari)

Curatela "Marmomac Meets Academies"
Prof. Giuseppe Fallacara (Politecnico di Bari)

Enti di Ricerca
Università degli Studi di Sassari
Politecnico di Bari

Designers
Francesco Capula e Miriam Manca (Università degli Studi di Sassari)
Dario Costantino e Ilaria Cavaliere (Politecnico di Bari)

Azienda Partner
FabLab Olbia

Lithic Reef: l’architettura lapidea si fa organismo vivo per la biodiversità urbana